Come scrivere un blog di successo?

Come scrivere un blog di successo? Provate a googlarlo e otterrete 573.000 risultati circa.

Più di cinquecentomila siti web elencano consigli per strutturare e gestire un blog autorevole (come dice un blogger tra i primi dell’elenco, che però non posta un articolo dal gennaio 2014. GASP!). In breve: la prima impressione è quella che conta, utilizzare i tags, fare guest blogging, rispondere ai commenti, creare una forte presenza sui social, condividere contenuti, monetizzare il blog per guadagnare con i click (SGRUNT!), pubblicizzare il blog e imparare dai migliori.

Illuminante.

Pierangelo GarziaResponsabile Ufficio Stampa e Comunicazione presso l’Istituto Auxologico Italiano, durante la conferenza “Cervello e scrittura” del 13 maggio, ha detto:

“Un blog deve essere uno strumento di scambio”.

Secondo Garzia, l’interazione è la chiave del successo.

MUMBLE MUMBLE.

Questa cosa del baratto mi stuzzica. E voi: Cosa ne pensate? Cosa vi piacerebbe leggere, condividere, sperimentare?

Spazio alle idee! Scrivetele nei commenti.

Esercizio: una buona descrizione.

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Me lo portò con le mani chiuse a coppa, compiendo piccoli passi accompagnati dallo scricchiolio del parquet. Tratteneva il respiro e i suoi occhi erano due smeraldi, che mi ricordavano ogni giorno quanto fossi ricco e prossimo alla povertà.

Prendila…” disse, con quel tono lieve, simile alla brezza del mattino. Il suono della stanchezza, della malattia, del mio cuore attraversato dalle crepe, pronto a esplodere da un momento all’altro.

Me lo diede. Aveva il colore del ghiaccio ed era freddo. La parte più panciuta era attraversata da linee ondulate in rilievo, le toccai e scoprii che erano fatte di minuscoli granuli e che brillavano, proprio come le superfici dei laghi ghiacciati. Ci strofinai sopra il pollice e il movimento produsse una sottile vibrazione, seguita da un riverbero che mi penetrò fino al punto più profondo dell’anima, come quando facevo suonare i bicchieri, strofinando le dita bagnate sul bordo.

Con l’indice percorsi tutto un lato, fino a raggiungere l’apice. La punta era arrotondata, finsi di pungermi, strinsi i denti e risucchiai l’aria.

Come nella mia favola preferita!” esclamò.

Mi prostrai in avanti, in attesa di ricevere il bacio che mi avrebbe salvato. Desiderai addormentarmi davvero e non risvegliarmi mai più, la mia vita in cambio della sua. Non accadde.

Guarda…” disse, accostando il viso al mio e sollevando l’oggetto che ancora stringevo tra le mani. “…siamo noi.”

Il nostro riflesso si è gelato sulla superficie di quel lago.

Tengo il puntale su una mensola, anche se non è sempre Natale. Ogni tanto mi sembra di vederci, attraverso il vetro soffiato, mentre sgranocchiamo biscotti allo zenzero e modelliamo il marzapane. Una volta all’anno, i nostri volti cosparsi di granuli azzurro ghiaccio osservano il mondo dalla cima di un abete. Lei mi bacia sulla guancia, io le prendo un ricciolo e me lo attorciglio a un dito.

A.G.

 

DA UN’ESERCITAZIONE SVOLTA PER C’ERA UNA VOLTA UNA STORIA

LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA DELLA BIBLIOTECA DI MELEGNANO

Esercizio: Punto di vista del personaggio.

Scegliere un personaggio e descrivere la scena dal suo punto di vista

Danzando per la strada

2En l’air. Salto e l’aria mi sfiora, come lo sconcerto dei passanti. Sarà per il mio abito troppo corto, di un colore vivace e inadatto alla stagione, oppure è il fatto di non aver indossato la giacca in una giornata così fredda a suscitare tanto stupore. Ma io sorrido. Così si fa, quando ci si esibisce davanti a un pubblico, a dispetto della tristezza. La danza libera la mente e io non danzo da dieci anni: come ho potuto?

Arabesque. E’ durato un attimo, ma l’ho colto quello sguardo ammirato della donna con la giacca color sabbia, mentre mi sollevavo sulla punta e tendevo la gamba sinistra all’indietro. 3

Un bambino schiude le labbra e tira il soprabito alla madre. Lei mi guarda appena e torce la labbra, gira l’indice attorno alla tempia: mi sta dando della matta. 

Azzardo una Royale. “Brava!” esclama qualcuno. Cerco la fonte dell’apprezzamento, servendomi di una pirouette. E’ un giovane dalla pelle scura ha in mano un cellulare e lo tiene puntato su di me. Eseguo un rond de jambe sauté, lui esclama: “wow”, carico di estasi, poi improvvisa un passo di danza.

4I matti sul marciapiede ora sono due”, non manca di osservare una ragazza con un gilet imbottito di colore fucsia.

Fermé. Forse, quella donna ha ragione. Mio marito non la penserebbe diversamente, se mi vedesse in questo momento. Penso ai miei figli. Loro riderebbero, ma non per prendersi gioco di me, no. Scoprirebbero che dietro la loro comunissima mamma c’è nascosta una donna che sa ballare.

Préparation. E’ il momento di chiudere e sapere se ho vinto, se ho conquistato il mio pubblico. 5

Rond de jambe à terre, entrechat, pas échappé, doppia pirouette e termino ansante al ritmo crescente degli applausi.

A.G.

DA UN’ESERCITAZIONE SVOLTA PER C’ERA UNA VOLTA UNA STORIA

LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA DELLA BIBLIOTECA DI MELEGNANO