17 pensieri riguardo “Pelle di Parole a teatro.

  1. Complimenti ragazzi per lo spettacolo trasmettendoci una forte emozione e dimostrandoci che l’omosessualità non è una malattia ma un vero sentimento. Andate avanti con la vostra tenacia e buona fortuna.

  2. Sono stata a vedere lo spettacolo, mi è piaciuto molto , le protagoniste veramente brave , spontanee , trasmettevano davvero la loro personalità , bravi anche tutti gli altri attori … sono riusciti ad emozionarmi , unico neo la location , mi sono persa parecchie parti visive essendo non in prima fila e come me credo anche tutti gli altri spettatori che non erano in prima fila … peccato davvero .

    1. Ciao Silvana e grazie!
      In effetti la location era penalizzante per alcun aspetti, ce ne siamo resi conto.
      Ti aspettiamo alla replica, magari presso una struttura più adatta al lavoro che abbiamo preparato.

  3. Bellissimo e emozionante spettacolo attori bravissimi sono riusciti a trasmettere i sentimenti che autrice aveva descritto nel libro consiglierei una replica in un teatro per una migliore visualizzazione

  4. Una trama forte ed emozionante, molto umana, raccontata con grande delicatezza e semplicità!
    Un finale commovente! Mi è piaciuto molto, anzi, ci è piaciuto molto e siamo contenti di aver potuto vedere il fantastico lavoro di Angela e degli altri attori in prima fila!
    *brividi*

    Naomi e la Veleno 🙂

  5. Premetto che avevo avuto il piacere di leggere “Pelle di parole” qualche anno fa. E di restarne piacevolmente colpito. Ma ora non siamo qui per recensire il racconto, bensì per parlare dell’opera teatrale che ne è stata estratta.
    La tematica affrontata è molto dura. O meglio, le tematiche. Perché i due argomenti principali si intrecciano. Stiamo parlando di anoressia e omosessualità. Già non è facile trattare uno di questi fardelli, figuriamoci tutti e due messi assieme. Ma Angela Gagliano e gli attori di Brave Artists ci sono riusciti alla perfezione.
    La scena si apre con tre attori, seduti attorno tavolo, mentre consumano – o cercano di farlo – un’abbondante cena. I tre personaggi sono Penelope e i suoi genitori.
    Due genitori premurosi, apprensivi, talmente attenti nei confronti della loro figlia da far passare inosservato il fatto che Penelope abbia perso 20 kg negli ultimi mesi.
    Contemporaneamente la vicenda si svolge anche in un’altra casa, quella di Elisa, amica e compagna di classe di Penelope. Ambiente diverso, mentalità diversa ed educazione verso i figli diversa. Ciononostante, i problemi adolescenziali rimangono.
    Ora, non è mia intenzione privarvi della sorpresa, per questo non intendo svelarvi altro circa l’evolversi dello spettacolo. Però vorrei raccontarvi di una scena – o meglio, una doppia scena – che mi ha particolarmente catturato, facendomi vivere quello stralcio di spettacolo come se fosse un libro.
    Entrambe le famiglie sono sul palco, ognuna nella rispettiva abitazione. E ogni coppia di genitori rimprovera a proprio modo la figlia. Il tutto si svolge come quando, durante la stesura di un racconto o romanzo che sia, si utilizza lo stile ad intreccio. In questo modo, lo spettacolo dona quell’irresistibile senso d’attesa, che si viene a creare appunto tra il fermo immagine di una scena e quella successiva.
    Sì, il fermo immagine, avete capito bene. Perché tutt’a un tratto, gli attori della famiglia di Penelope si bloccano, rimanendo in una sorta di standby. A quel punto i riflettori si spostano sull’altra famiglia, quella di Elisa, i quali attori recitano le rispettive parti, per poi immobilizzarsi e lasciare nuovamente il posto all’altra famiglia. E così via, per circa tre o quattro cicli, catapultando lo spettatore in una piacevole sensazione. O almeno, questo è ciò che ho provato io.
    I migliori in campo, sempre secondo il sottoscritto – e soprattutto senza nulla togliere agli altri –, sono stati i due uomini Maurizio Bertuccio e Luigi Cice, che oltre ad avere interpretato i padri delle ragazze, hanno recitato il ruolo di altri personaggi secondari. Inoltre, ottima la performance della giovanissima Penelope, che nella vita reale è Federica Formaggia. Ovviamente, come ho già detto, anche il resto degli attori di Brave Artists è stato formidabile.
    Quindi non mi resta che fare i miei più sinceri complimenti a questa eccezionale compagnia teatrale, per l’ottima performance, nella speranza di poter assistere a breve a un nuovo loro spettacolo.
    Detto ciò, volevo spendere le ultime righe in favore del motore che ha brillantemente messo in moto tutto ciò che ha reso realizzabile questo magnifico spettacolo teatrale: Angela Gagliano, scrittrice, regista, artista… insomma una vera forza della natura. Ecco, quando si dice: una donna con due palle così. Angela ne è l’esempio vivente!

    1. Grazie Nicola, siamo veramente felici di aver suscitato così tante emozioni. La scena che hai descritto ci ha richiesto molto impegno, ci sono stati momenti in cui ci sembrava impossibile da realizzare, ma alla fine, con impegno e professionalità, è stato ottenuto il risultato.
      Ti aspettiamo alla prossima!

  6. Quando ho letto il libro non immaginavo di poter avere il piacere di ritrovarlo in scena. Complimenti ad Angela che non si ferma mai e complimenti agli attori che mi hanno fatta a tratti quasi commuovere. Davvero emozionante sia il modo in cui viene trattato il tema sia l’interpretazione. Grandi!

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