Ci si scambiano logline come fossero figurine.

La mia prima iscrizione a un Social Network risale al 2009. La possibilità di CONNETTERMI E RIMANERE IN CONTATTO CON LE PERSONE DELLA MIA VITA mi allettava, considerando che la fetta più grande della mia famiglia vive a chilometri di distanza. E così, grazie a video e fotografie, ho ottenuto la mia vetrina.

Poi sono arrivati i libri e i Social si sono rivelati ottimi strumenti di pubblicità gratuita. Grazie alla possibilità di avere uno spazio separato dal profilo personale, ho costruito una pagina per la mia attività di scrittore.

Non ci è voluto molto a capire che la realtà virtuale è una società a tutti gli effetti e per questa ragione ha le sue regole. Socializzare è più semplice, ma la tendenza a seguire chi condivide i tuoi interessi è la stessa del mondo reale. Così sono nati i gruppi.

E se è fantastico poter rimanere in contatto con le persone della mia vita, lo è ancora di più trovarne nuove con le quali condividere le proprie passioni. I miei interessi mi hanno portata a ricercare interazioni con altri scrittori.

Non è andata esattamente come speravo.

Mi sono iscritta a molti gruppi, forse troppi, che faccio fatica a seguire. Di scrittura si parla poco e di rado. Messaggi di auto-promozione si susseguono senza sosta. Centinaia di autori mi intasano la home page con pubblicità dei propri romanzi. Sinossi, cover, link per l’acquisto.

C’è che mi sono ritrovata a scambiare copertine e logline con i miei colleghi, come si faceva tra compagni di classe con le figurine. E mi sono chiesta: e in edicola, a comprare le figurine, chi ci va?

L’auto-promozione è seccante sia per chi la fa che per chi la riceve e l’utilità di queste réclame aggressive è, per la mia esperienza personale, scarsa. Offrire gratuitamente il proprio romanzo può essere una strategia, ma diventa inutile se l’omaggio non ha prodotto una recensione.

Ma se le Case Editrici non aiutano gli autori a farsi conoscere, qual è la maniera più efficace per arrivare al lettore?

Da scrittore: saresti disposto a investire del denaro nella pubblicità?

Da lettore: come e da chi ti lasci consigliare?

A.G.

 

 

 

26 pensieri riguardo “Ci si scambiano logline come fossero figurine.

  1. Io mi lascio particolarmente incuriosire dagli “assaggi”.. in genere sono abbastanza curiosa e se una storia mi intriga lo fa spesso dalle prime pagine.. perciò ben vengano i piccoli spazi auto-pubblicitari. Ritengo siano una buona vetrina per chi, come me, preferisce assaggiare prima di comprare.. come in tutti gli altri ambiti l’equilibrio e la moderazione (cosa che oggigiorno quasi non esiste) anche nell’autopromuoversi non guastano..

  2. A me in genere infastidisce lo spam aggressivo e difficilmente acquisto romanzi troppo pubblicizzati sui social. In compenso sono molto incuriosita dai libri che hanno scritto i miei colleghi, quelli con cui instauro un rapporto e allora lo compro e li leggo volentieri.

    1. Bello, Laura. Conosco pochi amici scrittori che leggono volentieri i libri di altri esordienti. In genere uno scrittore ha molte pretese e rischia di farsi limitare dai pregiudizi.

  3. Da scrittore, l’ho già fatto. Risultato modesto come l’investimento…
    Da lettore… Da pochi, fatico ad uscire dal recinto delle mie letture preferite…

      1. Pochi euro,una decina per due volte, per promuovere la mia pagina facebook “professionale”. Una ventina di copie vendute del mio unico e-book…

      1. Si esatto. Ho voluto provare, devo dire che le visualizzazioni della pagina sono aumentate in maniera notevole. La faccia oscura della luna è che,finita la promo, la pagina letteralmente “crolla”. Il sospetto che non sia un caso, viene…
        È modesto nella misura in cui ogni copia costa 0,99 €, e tu ne prendi la metà. Ma non è il guadagno che mi interessa..

      2. No, non è il guadagno che ci interessa. Ma, personalmente, sono arcistufa di chi guadagna con il mio lavoro. E allora, per modesto che sia, quel poco preferisco prenderlo io. 😉

    1. Una notifica per ogni utente che posta su un gruppo, in genere chi lo fa ne manda almeno una ventina nel giro di pochi minuti, significa centinaia di notifiche! Spesso mi è capitato di perdere notizie interessanti, per colpa di questi ingorghi. Urtante, davvero.

  4. Sono d’accordo col tuo articolo, peraltro scritto benissimo.
    Anche io ho la bacheca invasa da pubblicità purtroppo sterili. Sono contro l’editoria a pagamento ma forse spenderei qualcosa per la pubblicità. La ragione è semplice: il mercato è in grande espansione, forse addirittura in eccesso considerando che molti di questi “spammautori”, dopo aver letto una preview, una nota o una presentazione, non ti lasciano nulla a livello intimo. Il self-publishing ha dato libero accesso alla pubblicazione e la sua conseguenza diretta è proprio la qualità non controllata. Ma attenzione: il self-publishing aiuta anche quegli autori eccellenti, originali, che nel mondo editoriale classico non avrebbero trovato il loro spazio per ragioni commerciali. In quel caso lo spam può essere uno spiraglio di luce capace di catturare il nostro sguardo e la nostra curiosità. Resto però dell’idea che il passaparola, anche virtuale, anche sui social, sia un’arma migliore dello spam compulsivo!

    1. Self-publishing e limiti commerciali. L’inizio di una nuova era? Di questo ne riparleremo.
      Sono d’accordo sul fatto che il passaparola, a differenza dell’auto-promozione, sia il metodo di divulgazione più efficace.
      Grazie per essere passato, Claudio!

      1. I Social Network, come ogni genere informatico e non, sono ottimi strumenti per poter fare qualsiasi cosa si desideri. Connettersi con famiglia, amici, conoscenti, amanti e qualunque persona si voglia, anche sconosciuti. E nel campo dell’editoria penso sia lo stesso.
        Si può pubblicizzare il proprio scritto con un semplice clik. Inviare a tutte le case editrici il proprio romanzo. Oppure, addirittura, postarlo gratuitamente su FB.
        Qual’è il problema?
        Il problema è che la maggior parte dei lettori non acquista il romanzo di uno (sconosciuto). Se non fai parte di una CE più che famosa, nessuno di caga, scusate il vocabolo. Allora, secondo il mio parere, o hai una fortuna sfacciata che ti contatti una casa editrice famosa oppure ci si deve rimboccare le maniche e via a ogni fiera a mostrare il proprio prodotto, partendo in primis dai Social network.
        Però, dopo tutto ciò che abbiamo detto, quando i Social possono causare danno alla nostra persona, pubblicità?
        Giro a te questa domanda, dato che una risposta onesta non la trovo 🙂

  5. I Social Network, come ogni genere informatico e non, sono ottimi strumenti per poter fare qualsiasi cosa si desideri. Connettersi con famiglia, amici, conoscenti, amanti e qualunque persona si voglia, anche sconosciuti. E nel campo dell’editoria penso sia lo stesso.
    Si può pubblicizzare il proprio scritto con un semplice clik. Inviare a tutte le case editrici il proprio romanzo. Oppure, addirittura, postarlo gratuitamente su FB.
    Qual’è il problema?
    Il problema è che la maggior parte dei lettori non acquista il romanzo di uno (sconosciuto). Se non fai parte di una CE più che famosa, nessuno di caga, scusate il vocabolo. Allora, secondo il mio parere, o hai una fortuna sfacciata che ti contatti una casa editrice famosa oppure ci si deve rimboccare le maniche e via a ogni fiera a mostrare il proprio prodotto, partendo in primis dai Social network.
    Però, dopo tutto ciò che abbiamo detto, quando i Social possono causare danno alla nostra persona, pubblicità?
    Giro a te questa domanda, dato che una risposta onesta non la trovo 🙂

    1. Ciao Marco. Trattandosi di auto-promozione i “danni” che ne possono derivare credo siano imputabili al fatto che, non essendo pubblicitari di mestiere, si rischia di sbagliare il modo o il target di utenti a cui ci si rivolge. Mi capita spesso di leggere post di autori, scritti di fretta e male, che non sono esattamente un bel biglietto da visita.

  6. Se è pubblicità aggressiva non mi garba, ma se fatta a modo ben venga!! C’è gente che scrive e gente che cerca di farli conoscere ad un pubblico sempre più vasto. Sognare non costa nulla.

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