Il metodo del fiocco di neve. Snowflake method

Step 2

Prendiamoci un’altra ora per ampliare la logline. (Clicca qui per rivedere il primo step).

Il risultato sarà un paragrafo completo in cui sintetizzeremo l’inizio, i disastri e la fine della storia.

Breve, ma non dovranno mancare gli elementi essenziali: la premessa, il momento in cui cambieranno le regole (antitesi) e l’azione finale che porterà alla conclusione.

Una struttura in tre atti.

Il paragrafo da scrivere in questo step sarà composto da cinque brevi frasi.

Premessa, setup iniziale.

Un incipit. Mini, ma è pur sempre la parte che identifica la storia e crea l’attesa.

Nel leggere la prima frase della sinossi essenziale non mettiamo a conoscenza di tutto il romanzo, ma attiviamo un meccanismo di aspettative che non devono essere deluse.

Questa prima frase corrisponde a circa 20′ del mio tempo.

Inciting event, incidente emozionale.

È l‘evento che determina l’inizio del problema. Il catalizzatore della storia. Il personaggio viene chiamato alle armi.

Sarà che, quando c’è da torturare i mie personaggi, mi diverto un sacco… L’ho scritta in pochi secondi, poi ho investito 10′ per studiarla. Non ho modificato un parola. Sono affetta da sadismo letterario.

Evento centrale

Qui le cose si mettono davvero male. In altre parole, bisogna spremere il protagonista come un limone.

E me la cavo con 12′. Mi strofino le mani e sorrido. Per il nostro protagonista sfortunato i guai non sono ancora finiti.

Ultimo disastro. L’evento che scatena il finale.

Come se non ne avesse già avute abbastanza, è il momento di infleggere al protagonista il colpo di grazia. Dobbiamo fargli toccare il fondo, per poi farlo risorgere.

Offro al mio personaggio un detonante momento di disperazione, che mi costa 17′ di riflessione. Mi concedo altri 2′ per offrirgli un bicchiere d’acqua e detergere le sue ferite.

Finale.

Ultimo pezzetto della nostra sinossi essenziale.

Porgo un fazzoletto al mio protagonista e con una pacca sulla spalla lo invito a rialzarsi. Inaspettatamente, il mio protagonista resta seduto. Non vuole saperne di sollevarsi. Ha tutte le armi per combattere e risorgere, eppure non si muove. Impiego almeno 13′ a cercare di convincerlo, ma non ci riesco. Devo arrendermi.

Scopro che la mia storia non avrà un lieto fine. E così andrà. Perché, che sia io a scriverla, è la sua storia.

Il mio fiocco di neve al secondo step
Il mio fiocco di neve al secondo step

Continua…

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