Per raggiungere il mio obiettivo smart (terminare la prima stesura del mio nuovo romanzo entro il 31/12/2015), ho deciso di adottare il metodo del fiocco di neve (Snowflake method), ideato da Randy Ingermanson e presentato durante il laboratorio di scrittura creativa e lettura critica C’era una volta una storia.

Questo perché non sono King e per curiosità.

È vero che uno schema ben costruito porta risultati migliori dell’improvvisazione?

Scopriamolo.

Partirò da un’unica frase e scriverò il mio romanzo sviluppando i contenuti in dieci step .

Dedicherò un’ora del mio tempo al primo.

Step 1) Scrivere una frase che presenti in sintesi il romanzo.

È la base di partenza del metodo, ma di grande utilità per il futuro. Perciò serve dedicarci del tempo. Questa frase è infatti il nostro gancio.

Una presentazione breve, ma d’effetto, è uno strumento di vendita efficace.

Ed ecco le caratteristiche della logline:

 Breve. Non più di 25 parole.

 Nessun nome proprio.

 Dovrà rispondere alle domande: Contro chi e per quale ragione il protagonista combatte? A quali gravi conseguenze andrebbe incontro, in caso di fallimento?

Mettiamoci all’opera.

Ho il mio personaggio principale e l’antagonista. Mi è chiaro il contesto nel quale si svolge la storia e la ragione del conflitto.

A questo punto elaboro la domanda narrativa. Il mio compito sarà di dare una risposta a questa domanda, attraverso lo sviluppo delle scene.

Ma affrontiamo uno step per volta.

Comincio a scrivere la mia logline e faccio un primo check. C’è tutto, ma le parole sono troppe. Cinquanta. La mia coach dice che:

“L’editore dei miei sogni non ha tempo da perdere”. 

Devo essere concisa e andare dritta al punto. Con venticinque parole. Rilettura dopo rilettura, mi accorgo che la metà di quelle che ho utilizzato sono superflue.

Mi occorrono 67′ minuti, prima di vedere spiccare in grassetto, al centro di una pagina bianca di word, la mia logline.

Ho il mio gancio!

I primi tratti del mio fiocco di neve.

Al prossimo step!

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