Come scrivere un blog di successo?

Come scrivere un blog di successo? Provate a googlarlo e otterrete 573.000 risultati circa.

Più di cinquecentomila siti web elencano consigli per strutturare e gestire un blog autorevole (come dice un blogger tra i primi dell’elenco, che però non posta un articolo dal gennaio 2014. GASP!). In breve: la prima impressione è quella che conta, utilizzare i tags, fare guest blogging, rispondere ai commenti, creare una forte presenza sui social, condividere contenuti, monetizzare il blog per guadagnare con i click (SGRUNT!), pubblicizzare il blog e imparare dai migliori.

Illuminante.

Pierangelo GarziaResponsabile Ufficio Stampa e Comunicazione presso l’Istituto Auxologico Italiano, durante la conferenza “Cervello e scrittura” del 13 maggio, ha detto:

“Un blog deve essere uno strumento di scambio”.

Secondo Garzia, l’interazione è la chiave del successo.

MUMBLE MUMBLE.

Questa cosa del baratto mi stuzzica. E voi: Cosa ne pensate? Cosa vi piacerebbe leggere, condividere, sperimentare?

Spazio alle idee! Scrivetele nei commenti.

14 pensieri riguardo “Come scrivere un blog di successo?

  1. Ciao Angela, brava che hai reagito subito!
    A me, in un blog, piace leggere testi
    – brevi
    – di taglio eterogeneo
    – personali (con qualche aneddoto)
    – un po’ autoironici
    – no video!
    – con qualche foto ma soprattutto veloci da caricare
    – che trasmettono insegnamenti
    – cosmopoliti

    Esempi di titoli che mi indurrebbero alla lettura:
    • Come ho superato il “blocco da pagina bianca”
    • Le 10 cose che la pratica quotidiana della scrittura mi ha insegnato
    • Come tenere un diario personale
    • Memorie di una scrittrice esordiente

  2. Hola Angela, e buon caffè se lo bevi!
    Il tuo articolo potrebbe già essere un esempio di quel che dici: un amo lanciato ai lettori, in attesa che abbocchino e prenda avvio quella sorta di scambio; e forse è proprio questo che differenza la letteratura classica – o anche quella contemporanea pubblicata su quelle vecchie cose che chiamiamo libri – dalla possibilità, originale e preziosa, di scrivere sul web. Il problema è di certo la quantità, come lo è in fondo per i libri cartacei: come scegliere il pesce giusto (perdona la piega metaforica relativa al pesce di cui ho oramai perso il controllo) fra la miriade che vivono nel web? Discorso “googleistico” a parte, se parliamo di qualità e interesse, condivido le opinioni di Jessica Boveri, ma aggiungerei: ciò che mi colpisce è l’originalità, la possibilità di leggere qualcosa (lunga o breve, logorroica come il granchio Sebastian o laconica come un tonno) che non sia già stata detta; qualcosa, quindi, di inevitabilmente personale (non necessariamente biografica) e che vada a parlare, perché no, di tematiche che riguardano la lettura e la scrittura. Parlo da scrittore, magari non a tutti interessa la scrittura in sé, e anche fra i lettori c’è chi desidera leggere, e non “leggere del leggere”.
    Anche le recensioni, a mio avviso, dovrebbero perdere – almeno nella gigantesca laguna dei blog individuali – la loro tenacia e scientificità, per lasciar posto a una visione più personale, viva, folle, ancora colta ma capace di toccare il particolare, il vissuto, l’impressione… Ecco, per me è un blog dovrebbe essere impressionista.

  3. Premettendo che i 573.000 risultati di google non significano altrettanti siti, perché i risultati non sono univoci. In conclusione sono molto meno. Ho smesso di usare google per due motivi: il primo sfrutta le mie ricerche per farci dei soldi – compresi i cookies che tracciano le mie attività -, il secondo che mi presenta quello che vuole lui, spesso informazioni del tutto opposte alla ricerca.
    Chiusa questa mini parentesi, vediamo il blog di successo. Siamo proprio sicuri che potremo ricavarci qualcosa? Io dubito. Per me il blog serve per scambiare opinioni e pensieri con altri amici o conoscenti virtuali.
    Forse non ti serve il mio parere ma questo è quello che penso.

    1. “Scambiare” è lo scopo del post. Pensieri e opinioni. Ho chiesto di intervenire per chiedere direttamente ai lettori quello che vorrebbero “ricevere” da un blog. Il “successo” è lo scambio di idee.

  4. Il blog per farsi notare ora con i milioni di blog presenti è come quella parabola ” ..è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un povero abbia successo”. Ma credo abbia sbagliato figura..era un’iperbole!

    1. Qui ci stiamo fermando alla premessa dell’articolo.
      C’è differenza tra “fama” e “successo”. Quello che ho chiesto è un suggerimento per mettere in atto questa rete di scambio. Ieri sera un amico mi ha regalato le sue poesie, per esempio.

  5. Sono un vecchio lupo di internet, e confermo che lo spirito giusto per avere successo non è cercare di monetizzare, ma fornire qualcosa di innovativo e di evoluto. Parlando per esempi, facebook ha soppiantato altri strumenti che avevano lo stesso scopo, ha monetizzato e un giorno verrà soppiantato a sua volta; wikipedia è innovativa, ha creato una rete e una comunità, ed esisterà per sempre (secondo me). Ritengo che le riflessioni di Angela non fossero da interpretare come nel primo mio esempio, ma nel secondo: creare una rete di successo non è semplice in un mondo sempre più ricco, vario e competitivo, occorrono contenuti importanti e spirito libero, e Angela li ha. Sante parole quelle di Faber in “Fahrenheit 451”: il bravo scrittore è colui che tocca la vita spesso. Anche con un blog.

  6. Secondo me il blog dello scrittore è un blog un po’ particolare. Nel quale è doveroso essere se stessi ed interagire con i propri lettori, pena il ritrovarsi ad agitare nel vuoto i propri libri sperando che qualcuno li legga. Consigli pratici: aggiornare regolarmente, rispondere sempre ai commenti, mantenere omogeneità di contenuti, imparare dai migliori. Non ho altro da dirti, non ne hai bisogno.
    Cosa leggerei volentieri io? Dipende dai momenti. In questa fase, mi interesso di self publishing e divoro ogni cosa che mi capita sotto e che tratti di SP. Sul blog di un autore che amo vorrei leggere, per esempio, delle scene tagliate, i retroscena della creazione, qualche “pettegolezzo” sui miei personaggi preferiti. Vorrei anche vedere i loro ritratti, scelti dall’autore. Ecco 🙂

      1. Immagino XD So che con le interviste ai personaggi te la cavi molto bene, ma bisogna pur concedergli di aspettare il momento giusto… Sono tutti un po’ primedonne, lo sappiamo.

      2. Ospiterò suo figlio Aasim e sua moglie Hessa per qualche tempo, finché Tarfah starà via. Loro parlano volentieri con me, specialmente il piccolo Aasim.

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